La storia del bambù

La storia del bambù

Una leggenda racconta che due agricoltori stavano passeggiando per il mercato, quando la loro attenzione venne catturata da alcuni semi sconosciuti.
Chiesero al venditore cosa fossero e quello rispose che venivano dall’Oriente e che erano speciali. Ma non svelò il perché ai due curiosi, dicendo loro che se li avessero acquistati e piantati, dando loro solo acqua e concime, lo avrebbero scoperto da soli.

I due agricoltori li acquistarono ed entrambi li piantarono, seguendo i suggerimenti del venditore.
Passò un periodo e nulla accadde, nonostante altre piante fossero già fiorite e avessero dato frutti. Uno dei due si lamentò sostenendo che quei semi erano una truffa. Da quel momento non se ne prese più cura. L’altro agricoltore tenne duro e continuò a concimarli. Tuttavia nulla accadeva.

Era passato talmente tanto tempo che anche l’agricoltore più tenace era sul punto di lasciar stare, ma un giorno vide finalmente crescere un bambù. E in sole 6 settimane le piante raggiunsero l’altezza di 30 metri. Durante il lungo periodo di inattività il bambù aveva generato un articolato sistema di radici, grazie al quale avrebbe poi potuto prosperare per molto tempo.

Le piante sono veramente cresciute in 6 settimane? E’ solo quello che vediamo sulla superficie.

Viviamo nell’epoca del “tutto, subito, gratis e senza sforzo”. Per cui capita di iniziare qualcosa, gettarsi in qualche impresa e mollare dopo poco tempo, perché non si vedono subito risultati. Ci si demotiva e si lascia perdere.

Eppure, anche il bambù, così come il successo, ha bisogno di cure, attenzioni, lavoro duro. Quel che vediamo, le piante di bambù, sono la parte finale di un lungo processo che è incominciato 5 anni prima dentro la terra. Le piante hanno sviluppato innanzitutto un sistema di radici molto vasto e profondo. Così si sono assicurate l’accesso all’acqua. Le piante sono il frutto di un duro lavoro del contadino, della sua devozione, della sua persistenza e della sua perseveranza e della sua visione.

Il successo di ognuno di noi è come il bambù.

La storia del bambù non dice che basta aspettare molto tempo perché il risultato sia enorme, o che se investiremo anni nel nostro lavoro arriverà sicuramente un momento in cui senza sforzo otterremo facilmente tutto. In realtà, la storia  del bambù dice che la dedizione ed il lavoro costante saranno fondamentali per vedere dei grandi risultati.

Quella del bambù è una favola che dà speranza. Perché in essa risiede la vera essenza della resilienza e della perseveranza; in altre parole, la storia riflette l’importanza di non darsi per vinti quando dobbiamo affrontare un ostacolo, una sfida o un imprevisto.

Questa storia del bambù dovrebbe ricordarti che non importa quanto tempo ci vuole per dare i frutti. La cosa più importante in un momento difficile è non cercare risultati a tutti i costi. Invece, la cosa fondamentale è lavorare sodo alle radici. Bene, solo grazie a loro puoi crescere e diventare la versione migliore di te stesso.

La storia del bambù ci insegna anche a lascia andare. Lasciar andare, significa non forzare le cose, lasciare che “fluiscano” naturalmente, consapevoli del fatto che lottare insistentemente per qualcosa da cui, siamo certi, non trarremo frutti. Comporta quindi l’accettazione del fatto che alcune cose “sono come sono” e che giudicarle o tentare di cambiarle (quando non se ne ha il potere o semplicemente il diritto), comporterebbe un inutile spreco di energie.

L’accettazione non ha nulla a che vedere con la scelta obbligata di “sopportare” passivamente ogni cosa, quanto piuttosto con la capacità di osservare la realtà dalla giusta prospettiva, affinché la si possa affrontare in maniera attiva. “La vita è una serie di cambiamenti spontanei e naturali. Non cercare di resistere a questi cambiamenti. Resistere crea solo dolore. Lascia che la realtà sia la realtà e che le cose prendano il loro corso naturale.” –Lao-Tzu

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