Mindfulness ed accettazione

Mindfulness ed accettazione

Mindfulness ed accettazione, ovvero cosa significa “accettare”.

In Mindfulness si parla spesso di accettare ed accettazione. Conseguentemente al non giudizio e prima di lasciar andare. Accettare non significa rassegnarsi, bensì riconoscere dove sei ora, come punto di partenza per migliorare, migliorarti e cambiare, se necessario.

L’accettazione apre uno spazio, é un punto di luce, é chiara visione, da cui possiamo avere accesso alle nostre risorse, che sole ci permetteranno di agire e reagire.

Accettare significa allenarsi ad essere qui, abbandonando definitivamente l’idea che il passato poteva andare in modo diverso e che il futuro potrà essere programmato e controllato. Non è un allenamento alla rassegnazione: le cose cambieranno; arriveranno risposte ma il momento presente è il luogo dove ogni cambiamento ha inizio.

Accettare non significa rinunciare a lottare dove utile e necessario. E’ cosa buona e giusta fare tutte le battaglie in favore dei propri ideali, per cambiare le cose fuori e dentro di noi, ma si fanno proprio perchè si é consapevoli di come le cose sono. Le nostre battaglie possono poi riuscire produrre dei risultati positivi.

Passiamo buona parte della nostra esistenza non accettando noi stessi, il nostro corpo, la nostra vita, il nostro passato. In eterno conflitto con noi stessi. Solo quando accettiamo che la nostra vita sia andata o stia andando come é andata e come sta andando, troviamo pace e la salviamo. Diversamente ci opponiamo, recriminiamo, senza renderci conto di quanto questi filtri siano poderosi e distorcano e condizionino la nostra visione.

L’accettazione è un processo più profondo di quello che riusciamo ad immaginare. Accettare non significa arrendersi alla sofferenza e farsi sopraffare da essa, significa compiere il primo passo per la sua risoluzione. L’accettazione delle situazioni difficili non vuol dire stare sotto un temporale, immobili, senza ombrello, aspettando semplicemente che passi ma significa rendersi conto che in questo luogo e in questo momento sono sotto un acquazzone, e con ferma consapevolezza e presenza a me stesso, in questo momento, potrò impegnarmi creativamente per cercare le risposte migliori.

L’accettazione è uno dei sette pilastri della Mindfulness: non solo l’attitudine che dobbiamo avere quando ci approcciamo a questa disciplina, ma una capacità innata che sviluppiamo anche grazie la pratica costante della Mindfulness.

Accettare nel senso profondo del termine implica un grande coraggio. Per allenare l’accettazione di sé può essere utile iniziare ad essere più pazienti, comprensivi e gentili con se stessi, quando ci si sente inadatti o incapaci dirsi che è una condizione passeggera, ricordarsi che il dolore fa parte della condizione umana e che anche alle altre persone capita ed è capitato di sentirsi come ci sentiamo noi.

Accettare davvero è quindi la strada maestra che porta verso la conoscenza di se stessi e di conseguenza del mondo. Accettare i nostri limiti è il primo passo per superarli. Confessare a noi stessi le nostre bassezze è il primo passo per andare verso un’elevazione interiore. Accettare la sofferenza è il primo passo per trascenderla. Vedere che le cose non sono come vorremmo è il primo passo che ci spinge a costruire la realtà che realmente desideriamo. Accettare che gli altri siano diversi da noi è il primo passo verso la ricongiunzione con noi stessi e capire che in realtà gli altri sono solo specchi. Se si accetta davvero che la strada può essere in salita la bellezza si manifesterà anche quando siamo stanchi. L’accettazione è l’atteggiamento che, mantenuto nel tempo, piano piano ci conduce alla verità.

Ricordati che l’elemento essenziale della Mindfulness consiste nell’accettazione radicale dell’esperienza presente senza alcun giudizio. Ciò significa essere disposti a sperimentare e convivere con le emozioni, i pensieri e le circostanze, sia negative che positive.

Istruttore Mindfulness Barbara Menegazzo – IPHM

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