Le 7 attitudini della Mindfulness

Le 7 attitudini della Mindfulness

Le 7 attitudini della Mindfulness, dette anche “pilastri”, sono delle capacità innate che non solo dobbiamo riscoprire, soprattutto allenare praticando appunto la Mindfulness.

  • Non giudizio
  • Mente del principiante
  • Pazienza
  • Non Sforzo
  • Fiducia
  • Accettazione
  • Lasciar Andare

Non giudizio
Nella vita abbiamo la naturale tendenza a giudicare tutto, da noi stessi, alle persone che incontriamo o già conosciamo, ai vari eventi che si susseguono.
Dopo qualche, ripetizione un giudizio diviene una abitudine giudicante, e possiamo ritrovarci a vedere le cose sempre dalla stessa angolatura senza riuscire ad uscirne.
Quando coltiviamo la consapevolezza facciamo attenzione alla nostra esperienza momento per momento, evitando, nei limiti del possibile, di essere presi dalle nostre idee e opinioni, da ciò che ci piace e da ciò che non ci piace. Questo orientamento ci permette di vedere le cose come sono, piuttosto che attraverso le lenti colorate delle nostre preferenze. Possiamo reagire ai pensieri o, in alternativa (ed è ciò che impariamo con la Mindfulness) possiamo semplicemente osservarli senza giudicarli.
Con la Mindfulness prendi atto della presenza dei pensieri e delle emozioni: non reagisci e nemmeno ti aggrovigli tra i giudizi.

Mente del Principiante
Ci avviciniamo a cose ed esperienze pieni di idee e pregiudizi e non le assaporiamo fino in fondo. Ma quanto potrebbe essere più ricca la nostra vita se guardassimo ed affrontassimo ogni cosa con uno sguardo nuovo e con la mente del principiante?
Mente del principiante significa che, come un principiante, non hai aspettative sul mondo né preconcetti su te stesso.
Possiamo dire che nella mente del principiante ci sono molte possibilità, mentre nella mente dell’esperto ce ne sono solo alcune. Introdurre questo nuovo modo di osservare è una grande sfida, dato che di solito abbiamo un’opinione su tutto ciò che ci accade, anche se infondo qualcosa ci dice che giudicare “deforma” l’esperienza di ciò che accade.
La mente del principiante ci aiuta ad approcciare ogni esperienza come nuova, perché, in effetti, è nuova…

Pazienza
La pazienza, dice Kabat Zinn, è una forma di saggezza. Nasce dal comprendere e accettare che le cose hanno un loro naturale tempo di maturazione. Durante la meditazione possiamo coltivare la pazienza. Sì, la nostra mente si comporta come una scimmia e fatica a restare concentrata sul respiro. Sì, esprimiamo un sacco di giudizi mentre meditiamo. Sì, stare lì seduti fermi, soprattutto le prime volte, è faticoso e scalpitiamo per smettere. E per questo meditando impariamo a essere pazienti con noi stessi.
La pazienza è quella forma di saggezza a cui approdiamo quando accettiamo il fatto che le cose hanno un loro tempo di maturazione. La pazienza è quindi la libertà di vivere secondo il nostro tempo ed è, ugualmente, una straordinaria forma di grazia che possiamo concedere a noi stessi e agli altri in ogni circostanza.

Non sforzo (non cercare i risultati)
Kabat Zinn ci mette tutti sull’avviso: se pratichi la meditazione inseguendo un particolare risultato, potresti ottenere l’effetto contrario. Il punto vero della meditazione è sempre lo stesso: concentrare l’attenzione sul vedere e accettare le cose così come sono, momento per momento. I risultati, i benefici, arriveranno da sé, con la pazienza e la pratica regolare. Se ci lasciamo andare a ciò che già c’è nel presente, quello sforzo che stavamo facendo cade, si scioglie, scompare, e un nuovo sapore dell’esperienza si esprime. Nella Mindfulness, infatti, non esiste giusto o sbagliato ma solo fare o non fare. Coltivare il non sforzo non significa che la nostra vita diventerà fossilizzata, immobile, anzi acquisirà un movimento più spontaneo, fluido, naturale, libero. Siamo noi stessi che ci accordiamo allo scorrere della vita.

Fiducia
Spesso siamo abituati a relazionare la fiducia fuori di noi confrontando noi stessi agli altri, provando a sperimentare se qualcuno merita o no la nostra fiducia e, quando abbiamo più attenzione forse a chiederci se noi facciamo qualcosa per meritarci o meno la fiducia degli altri. La fiducia è la sensazione di certezza o convinzione che le cose possano svolgersi in un contesto affidabile di ordine e integrità. Forse non comprendiamo sempre cosa accade a noi o ad altri o la ragione di una particolare situazione; ma se abbiamo fiducia in noi stessi, in qualcun altro, o ci affidiamo ad un procedimento o a un ideale, possiamo trovare un forte elemento stabilizzante che comprende sicurezza, equilibrio e franchezza che, se non sono basati sull’ingenuità, in un certo senso ci guidano e proteggono intuitivamente dal male e dall’autodistruzione.
Nella pratica della consapevolezza è importante coltivare il senso di fiducia, perché se non confidiamo nella nostra capacità personale di osservare, essere aperti e attenti, riflettere sull’esperienza, crescere e apprendere dall’osservazione e dall’applicazione, ci riuscirà molto difficile sviluppare una qualsiasi fra queste capacità, che appassiranno e rimarranno allo stato latente.

Accettazione
Accettazione non vuol dire rassegnarsi  alla condizione attuale delle cose, abbandonare ogni velleità di dedicarsi a progetti, perseguire obiettivi, e in fin dei conti, cambiare le cose in meglio. E quindi non vuol dire neanche rassegnarsi al comportamento che non condividiamo delle altre persone, non vuol dire rinunciare a sostenere le nostre idee, né rinunciare a essere assertivi e persino a esprimere critiche. L’accettazione è un atteggiamento di apertura alla nostra esperienza, a quel che è nel momento in cui è, inclusa l’attività giudicante. Accettare vuol dire fare spazio a quel che la nostra mente pensa, alle nostre emozioni e alle nostre sensazioni fisiche, a ciò che sto sperimentando in questo momento, e se la nostra mente sta esprimendo giudizi, possiamo dunque aprirci all’esperienza di riconoscere i giudizi della mente, invece di acconsentire automaticamente.

Lasciar Andare
Lasciare andare significa staccarsi da qualcuno o qualcosa a cui ci attacchiamo. Significa anche accettare che non possiamo possederlo e questo, inevitabilmente, comporta una sensazione di perdita. Lasciar andare è, in definitiva, accettare l’impermanenza di tutte le cose. Significa non attaccarsi ai pensieri o alle emozioni e, soprattutto, non farsi governare da essi. Spesso cerchiamo di trattenere il piacere come se non avessimo più fiducia che potrebbe ripresentarsi. Oppure rimuginiamo in continuazione su un’offesa riattivando così ripetutamente le emozioni ad essa connesse e prolungando la ferita nel tempo.

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