Come riprendere in mano la propria vita
Non so se è capitato anche a te, ma, ad un certo punto della mia vita, mi sono accorta di non esserne più il timoniere. Respiravo, ma non vivevo; guadagnavo, ma non ero per nulla soddisfatta; frequentavo tante persone, ma non avevo amici.
Mi ero lasciata trascinare dagli eventi, dagli altri. Ed avevo permesso agli eventi ed agli altri di decidere per me. Ad un certo punto, però, la tigre che dormiva sopita nel mio animo, si è risvegliata. Lo ripeto sempre, grazie soprattutto alla Mindfulness. Da allora ho dovuto affrontare salite e discese, fallimenti e successi, avvicinamenti e separazioni. Lo racconto dettagliatamente nei vari corsi, soprattutto quelli dedicati alla scoperta dell’Ikigai.
Ma come riprendere in mano la propria vita concretamente? Ti dico subito che non è stato semplice. Anche perché uscire dalla zona di comfort in cui mi ero rintanata, ha necessitato di tutta una serie di passaggi e cambiamenti non proprio immediati. A volte è davvero più facile rimanere nella propria infelicità, che però si conosce assai bene, piuttosto che avventurarsi nell’ignoto di una probabile felicità, che non si conosce affatto.
La prima cosa che ho fatto e oggi suggerisco ai partecipanti ai miei corsi di fare, è stato stilare un elenco. Cosa non volevo? Cosa non mi piaceva della mia vita?
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Ad esempio, non mi piaceva più il mio lavoro. Nello specifico, non mi piaceva più dover competere, litigare e combattere con le colleghe per raggiungere un piccolo avanzamento di carriera e di stipendio. Non mi piaceva dover lavorare quando diceva il mio boss e sottostare agli orari imposti. Se avevo delle idee, volevo portarle avanti quando avevo queste idee, e non dalle 07 del mattino alle 19 della sera. E poi non mi piaceva non poter stare con la mia famiglia, le mie figlie, quando avevano bisogno di me. Mi sono persa tante cose ed era un continuo correre da una parte all’altra, senza mai arrivare davvero.

Poi ho stilato un elenco delle cose che mi piaceva fare, che sapevo fare e che volevo fare. Ho iniziato a frequentare dei corsi appositi, ho fatto ricerche in internet, ho letto libri su libri per capire come trovare il mio ikigai, la mia ragione d’essere. Ho ritrovato le mie ambizioni da ragazza. Volevo essere una insegnante per supportare gli altri, volevo essere una scrittrice di libri dedicati al miglioramento personale. In pochi sanno che, appena vent’enne, un mio racconto breve fu pubblicato su una nota rivista e vinse un concorso letterario. Solo che poi mi fermai lì. Non andai oltre. Andai dove gli altri volevano che andassi: posto fisso, stipendio fisso, vita fissata.
Ma torniamo a come riprendere in mano la propria vita.
Avendo studiato lettere e filosofia, essendomi specializzata in alcune discipline olistiche, compresi che insegnare discipline olistiche e supportare gli altri nel raggiungimento dei proprio obiettivi, era il mio Ikigai. Lo avevo trovato. Come ho scritto anche nel mio libro “Il potere che è in te“, volevo e voglio aiutare gli altri a scoprire i loro talenti, a realizzare la vita che meritano, e a non sentirsi soli in questo percorso.
Tante persone si fermano, non vanno oltre. E a volte sono proprio queste che ci bloccano, che ci raccontano quanto vivere il seguendo il nostro Ikigai sia impossibile, immaturo. Ma non lo stanno dicendo a noi, lo stanno dicendo a loro stessi. Ed hanno paura di scoprire che cambiare vita si può, che realizzare i propri sogni ed avere successo si può.
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Certo che ci vuole impegno. Ma se ti guardi attorno scoprirai che le persone che hanno scoperto il proprio Ikigai e lo hanno seguito, che hanno compreso come riprendere in mano la propria vita ci sono, esistono. E non solo nella lontana America. Anche da noi. Anche nel tuo mondo. Anche tra i tuoi vicini e perfino tra i tuoi colleghi.
Capire cosa vuoi dalla vita, dal punto di vista professionale e sentimentale, è il primo passo per cambiare. Fermarti per ascoltarti è il primo passo. E’ ciò che ho imparato grazie alla Mindfulness. Leggere, anche riviste, mi è servito per capire come mi sarebbe piaciuto lavorare, con chi.
Guardati attorno. Non escludere alcuna possibilità. Come dice la protagonista di “Una donna in carriera”, non sai mai da dove può arrivare una buona idea. Ho ascoltato Tomaso Trussardi dire che, i laureati ad Harward, pensano di crearsi, inventarsi un lavoro. Per questo è un’ottima Università. Anche tu puoi creare il tuo lavoro. Devi solo uscire dai tuoi schemi mentali ed aprirti.
Ci sono riuscita io, ma ci riescono le persone che si rivolgono a me. Bisogna solo fare il primo passo e comprendere come riprendere in mano la propria vita.
Hai una sola vita ed una sola persona a cui dover rendere conto. Sei tu. Sei qui per vivere alla grande e non per soddisfare le aspettative altrui. Io lo compresi quasi alla soglia dei quaranta.
Ed allora cosa aspetti? Il momento è ora. Dipende solo da te. La vita ci offre continue possibilità di ricominciare e di lasciarci alle spalle il passato. Non possiamo tornare indietro, ma possiamo andare avanti e ricominciare a vivere.
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[…] sottolineare che non è mai troppo tardi per iniziare a vivere la vita che vuoi e meriti. Ma dipende da te, solo da […]