Perdere entrambi i genitori in poco tempo: la mia storia
Perdere entrambi i genitori in poco tempo è qualcosa che non immagini, finché non ti accade. Fino a quando la vita non decide per te. Fino a quando non ti ritrovi a fare i conti con un prima e un dopo che non avevi scelto. È successo a me.
E non è stato solo un evento doloroso. È stato uno spartiacque netto. Una frattura silenziosa che ha attraversato il corpo prima ancora della mente. Un cambiamento profondo che ha toccato l’anima, il modo di stare nel mondo, il modo di sentire il tempo.
Quello che voglio fare qui non è spiegare il lutto. Non voglio insegnare come si affronta, né offrire risposte rassicuranti. Voglio raccontare la mia storia. Quello che ho vissuto. E quello che sto ancora vivendo, giorno dopo giorno. Perché perdere entrambi i genitori in poco tempo non è qualcosa che si supera o si archivia. È qualcosa che continua a muoversi dentro. Cambia forma. Si sposta nel corpo. E chiede presenza, non soluzioni.
Se stai leggendo queste righe, forse anche tu sai cosa significa vivere un prima e un dopo. Senti che niente è più come prima. Questa è la mia storia. E forse, in parte, anche la tua.
Quando la vita decide al posto tuo
Il 22 ottobre, al mattino, mio papà non era lucido. Non lo era come al solito. Qualcosa non andava, e lo si sentiva nell’aria prima ancora che nei fatti. Mia mamma ha chiamato il medico di base. È arrivato, lo ha visitato e non ha avuto dubbi: bisognava portarlo subito al pronto soccorso per accertamenti e ricovero.
Alle 14:30 mio papà è arrivato in pronto soccorso in ambulanza. Alle 15:30 ci hanno detto che la situazione era gravissima. Avrebbero provato tutto il possibile, ma le speranze erano pochissime. Alle 18:00 ci hanno detto che non c’era più nulla da fare. Gli organi vitali avevano collassato. Mio papà aveva 80 anni. Non c’è stato un motivo particolare.
Da lì in poi non c’era più nulla da decidere. Solo da esserci. Siamo rimasti con lui. Lo abbiamo accompagnato. Gli abbiamo tenuto la mano. Lo abbiamo abbracciato, amato ancora di più, ringraziato. Non era spaventato. Ad un certo punto, sembrava vedesse qualcuno in alto: ha iniziato a ringraziare, a dire che aveva capito. Poi ha ringraziato noi, ci ha detto che ci amava e piano piano si è addormentato. Fino a dormire per sempre. È morto alle 00:05 del 23 ottobre.
Con la morte di papà ho sentito un nodo alla gola. Costante. Presente. Un nodo che non si scioglieva. Era come se ci fossero parole non dette, emozioni rimaste sospese, un addio arrivato troppo in fretta. Il corpo non mente mai e registra ogni strappo. Quando la vita ti costringe a perdere entrambi i genitori in poco tempo, il dolore raddoppia la sua pressione e si sposta: dalla gola che soffoca le parole, scende nell’addome come un peso che toglie il centro del tuo equilibrio.
Dopo la morte di papà, andavo a trovare mamma più volte al giorno. La chiamavo spesso. Era il mio modo di esserci, di controllare che stesse bene, di non lasciarla sola. Da metà dicembre aveva iniziato a non stare bene. Mangiare poco. Bere ancora meno. Diceva che le rimaneva tutto sullo stomaco.
Era seguita, sotto controllo. Nel 2024 le avevano trovato un tumore al seno e aveva fatto tutto quello che le era stato detto: intervento, terapie, controlli. Il giorno di Natale era con noi. Stanca, parlava poco, si alzava a fatica, ma c’era.
Dal 29 dicembre è iniziato un lento declino. Il primo gennaio non ho avuto alternativa. Ho dovuto accompagnarla in ospedale. Con mamma c’è stato quel momento che viene chiamato lucidità terminale: una breve ripresa apparente, come se tutto stesse migliorando. È un’altalena emotiva devastante, tipica di chi si trova a perdere entrambi i genitori in poco tempo, dove la speranza e la resa si intrecciano continuamente fino all’ultimo respiro.
Mamma è morta il 9 gennaio al mattino. Il giorno prima, i medici mi avevano detto che non c’era più nulla da fare. La mia mamma, la mia roccia, colei che sempre mi guardava le spalle, aveva terminato il suo tempo terreno. Da qualche giorno, sembrava meno cosciente. L’accarezzavo, le tenevo la mano, la baciavo, la rassicuravo. Parlavo tanto a lei quanto alla sua anima. Ed ho accompagnato anche lei quasi fino alla fine. Lei però non era già lucida da qualche giorno. In più, non riusciva a parlare.
Con la morte di mamma il dolore si è spostato. Non più in gola, ma nell’addome. Un peso profondo, silenzioso. Perché anche se una parte di me sa di aver fatto tutto quello che potevo fare, ce n’è un’altra che continua a chiedersi se avrei potuto fare di più. Continuo a rivedere quando l’ho accompagnata al Pronto Soccorso. Così piccola, così indifesa. La mia leonessa non c’era più.
Questa domanda accompagna chi vive perdere entrambi i genitori in poco tempo. Non nasce dalla colpa. Nasce dall’amore.
Perdere entrambi i genitori in poco tempo: quando essere forti non è una scelta
Mi dicono che sono forte. Ma essere forti, quando vivi perdere entrambi i genitori in poco tempo, non è una scelta. È quello che fai quando non hai alternative. Tieni una mano. Dici parole d’amore. E nello stesso tempo pensi al dopo. Alle cose da fare. Alla vita che continua.
L’assenza diventa un rumore assordante nelle piccole abitudini. È la realtà quotidiana di chi deve perdere entrambi i genitori in poco tempo: cerchi i loro volti in ogni stanza e ti rendi conto che i due pilastri della tua esistenza sono venuti meno quasi contemporaneamente.
Per anni ho dormito con il cellulare acceso, per paura che avessero bisogno di me di notte. Oggi faccio ancora fatica a spegnerlo. La mattina mi alzo e piango. Non ho paura di dirlo. Accendo ogni giorno una candela per loro. E li lascio andare, con dolcezza.
Dal 9 gennaio la Barbara di prima non c’è più. Ce n’è un’altra, che porta dentro di sé tutto ciò che i suoi genitori le hanno insegnato, con tutto l’amore che le è stato donato da queste due straordinarie persone: Giustina ed Adriano.
Accompagnare il dolore
Nella vita mi sono trovata molte volte ad accompagnare persone che attraversavano un lutto, una perdita, un prima e un dopo che non avevano scelto. Questo mi ha aiutata. Mi sta aiutando. Ma non mi rende immune. Perché siamo tutti umani. E perdere entrambi i genitori in poco tempo non è qualcosa che si supera. È qualcosa che si integra, lentamente.
Se anche tu stai vivendo qualcosa di simile, voglio dirti una cosa sola: non sei sola. Capisco il tuo smarrimento.
So che perdere entrambi i genitori in poco tempo ti fa sentire come se la terra ti fosse mancata sotto i piedi due volte di seguito, lasciandoti in un vuoto che sembra impossibile da colmare.
Il dolore può fermarsi in gola, nello stomaco, nel corpo prima ancora che nei pensieri. E si può attraversare tutto questo restando presenti, senza negarlo e senza perdersi.
In base a ciò che stai vivendo, esistono diversi spazi di accompagnamento.
Non sono corsi, né tecniche da imparare, ma incontri di presenza e ascolto, pensati per momenti delicati della vita.
Consulenza individuale
Uno spazio di ascolto profondo e presenza, in cui portare ciò che stai vivendo: un lutto, una perdita, una fase di grande cambiamento, confusione o stanchezza. È un accompagnamento umano e consapevole, che tiene insieme mente, corpo ed energia, per fare chiarezza quando senti di non farcela più da sola.
Durata: 45 minuti
Contributo: 83 €
1 incontro (rinnovabile se lo senti)
👉 Indicata quando hai bisogno di uno spazio immediato per fermarti, respirare e riorientarti.
Puoi prenotare qui.
Percorso di Presenza (mindfulness) nel Lutto
Un accompagnamento che lavora sulla presenza nel corpo, sul respiro e sull’ascolto, in modo olistico per attraversare il lutto senza forzarlo e senza restarne travolti.
Qui il dolore non viene analizzato: viene abitato con delicatezza, permettendo al corpo di ritrovare spazio, stabilità e continuità.
È indicato quando il lutto:
- si ferma nella gola, nel petto, nello stomaco
- rende difficile rallentare
- chiede un accompagnamento costante nel tempo
Durata incontri: 45 minuti
Numero incontri: 7
Cadenza: settimanale
Contributo complessivo: 432 € (anche in due tranches)
👉 Indicato quando senti il bisogno di continuità e presenza, non di risposte. Scrivimi ad info@barbaramenegazzo.it oppure via whatsapp al 339.7148023
Percorso di Accompagnamento dell’Anima nel Passaggio
Un percorso molto delicato, che si apre solo quando c’è una richiesta profonda.
Non è un corso.
Non è una tecnica.
Non si propone automaticamente.
È uno spazio di presenza e accompagnamento per favorire un passaggio sereno, quando senti che qualcosa è rimasto sospeso nel legame con chi non c’è più.
Non serve a trattenere. Serve a lasciare andare con amore, nel rispetto dei tempi dell’anima e di chi resta.
Durata incontri: 45 minuti
Numero incontri: 3
Contributo: 280€
👉 Questo percorso si valuta sempre insieme, con rispetto e ascolto. Non è adatto a tutti, e non è detto che sia il momento giusto per tutti. Scrivimi ad info@barbaramenegazzo.it oppure via whatsapp al 339.7148023
Onorare il dolore di perdere entrambi i genitori in poco tempo è l’unico modo per tornare, un giorno, a onorare pienamente la bellezza della vita che ti hanno donato e che continua a scorrere attraverso di te.
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